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Fedor Dostoevskij

On 25/10/2014 by dellabellezza

Una domanda lasciata in sospeso all’interno del romanzo di Dostoevskij L’idiota (1868-69) lo ha reso immortale anche per chi non lo ha mai letto per intero. Il principe Lev Nikolàevi Myškin, l’essere buono per eccellenza, ospita e assiste il giovane ateo Ippolit, malato e vicino alla morte, il quale un giorno, mentre erano insieme ad  altri amici, gli chiede sprezzantemente:

“È vero, principe, che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la «bellezza»? Signori, – gridò forte a tutti, – il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza. E io affermo che questi giocosi pensieri gli vengono in mente perché è innamorato. Signori, il principe è innamorato; poco fa, appena è entrato, me ne sono convinto. Non arrossite, principe, se no mi farete pena. Quale bellezza salverà il mondo? Me l’ha riferito Kolja… Voi siete un cristiano zelante? Kolja dice che vi qualificate cristiano”.

Il principe lo considerava attentamente e non gli rispose”.

Firenze, Piazza Pitti

Firenze, Piazza Pitti

La parola bellezza è virgolettata nel testo originale, ma nessuno dei protagonisti darà mai una risposta a un quesito tanto potente, nè mai sapremo se davvero erano parole del principe e riferite a cosa, o invenzioni di Ippolit per mettere in ridicolo il suo ospite. Eppure il suo autore vi torna su anche in un altra opera, I demoni:

“E io dichiaro che Shakespeare e Raffaello stanno al disopra dell’affrancamento dei contadini, al disopra del nazionalismo, al disopra del socialismo, al disopra della giovane generazione, al disopra della chimica, al disopra di quasi tutto il genere umano, perché sono già il frutto, il vero frutto di tutto il genere umano, e forse il frutto più sublime che mai si possa avere! Sono una forma di bellezza già raggiunta, senza la quale io, forse, non accetterei neanche di vivere… Oh Signore! – e batté le mani in aria – dieci anni fa a Pietroburgo, gridavo da un palco proprio allo stesso modo, proprio le stesse cose con le stesse parole e proprio allo stesso modo quelli non capivano nulla, ridevano e zittivano come ora; gente limitata, che cosa vi manca per poter capire? Ma lo sapete, lo sapete che senza gli inglesi l’umanità può ancora vivere, senza la Germania può vivere, senza i russi può vivere anche troppo bene, senza la scienza può vivere, senza pane può vivere, ma senza la bellezza no, perché allora non avrà assolutamente nulla da fare al mondo! Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui! La scienza stessa non si reggerà neanche un minuto senza la bellezza, lo sapete, questo, voi che ridete? Si convertirà in trivialità, non inventerete nemmeno un chiodo!”

sottolineando ancora di più l’inutilità di tutti i particolarismi di fronte al potere salvifico e onnicomprensivo della bellezza.

 

 

 

 

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